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Archivio Agosto 2010

Billy e la sua Volta

24 Agosto 2010 Nessun commento

Bill Graham è stato il più grande manager ed organizzatore di concerti della storia del rock. Nato in Germania nel 1931 da una famiglia ebrea russa emigrata con scarso tempismo poco prima dell’avvento del Nazismo, si trasferì alla fine della guerra negli Stati Uniti.

Negli anni sessanta, trasferitosi da New York a San Francisco e dopo aver fatto tanti mestieri, iniziò casualmente a fare da manager per il gruppo teatrale nel quale militava la sorella, riscuotendo un discreto successo.

Comprendendo di trovarsi per le mani delle ottime possibilità di business, iniziò così la carriera e, avendo la fortuna di incrociare i propri passi con la stagione migliore e più prolifica dal punto di vista musicale, nonché eroica dal punto di vista degli eventi, dotato, come sembra, di un grande carisma, portò la sua fama a livelli incredibili.

Fu manager di gente del calibro dei Jefferson Airplane, promoter per i Grateful Dead, Bob Dylan, The Band, Rolling Stones.
Gestì locali mitici come i due Fillmore (East e West) e contribuì in maniera notevole alle carriere di gente tipo Carlos Santana.

Morì facendo il suo mestiere, andando a cercare, si dice, Huey Lewis allo scopo di farlo partecipare ad una sua iniziativa. L’elicottero che lo trasportava si schiantò contro un pilone dell’alta tensione a causa delle pessime condizioni del tempo.

Perché ve ne parlo?

Per un motivo molto semplice. Sono un patito della musica dal vivo. Non credo ci sia artista della mia variopinta collezione di cui non possegga anche almeno un’incisione “live”. Se non è un disco ufficiale, si tratta di un bootleg o di una registrazione radiofonica, di una cassetta incisa da me ad un concerto con un portatile abilmente nascosto ai controlli, o qualcos’altro.

La cosa importante è che si tratti di qualcosa che mi permetta di vivere la dimensione del concerto. Qualcosa che mi permetta di superare la barriera spazio-temporale che mi separa da un concerto degli Who del 1969 e mi cali in mezzo al pubblico, o meglio ancora proprio li sul palco. Voglio sentire il sudore dell’artista, sentirne eruttare l’energia ed il ritorno della stessa dai fan assiepati sotto il palco e tutt’intorno sulle tribune.

Ebbene, Bill Graham ha lasciato montagne di incisioni dal vivo. Di centinaia di artisti diversi. Ci sono tutti: Crosby, Stills, Nash & Young (insieme, da soli, in duo e trio), The Band, Bob Dylan, Rolling Stones, The Who, Genesis, Jethro Tull, e tanti tanti altri.

Di tutti i periodi: si va dalle prime incisioni dei Jefferson del 1965 a roba recentissima tipo Bon Iver e Basia Bulat.

Di tutti i generi: da Bobby McFerrin al prog dei vari Yes, Genesis, ecc.; dall’Arena Rock dei Boston o dei REO Speedwagon al New Romantic dei Duran Duran, dai grandi padri alla Chuck Berry al punk dei Clash; dall’Hard Rock dei settanta dei Led Zeppelin e dei Deep Purple ai cult degli anni ottanta alla Blondie.

Insomma, cose infinite. E tutto inciso con buona o ottima qualità. Anche le incisioni meno recenti.

Come faccio a sapere tutto ciò? Semplice. Esiste un sito, www.wolfgangsvault.com, nonché una splendida applicazione per Iphone, su cui tutto questo immane archivio è pubblicato. In qualche caso alcune incisioni sono acquistabili anche a prezzi decisamente popolari (una decina di dollari, più o meno), ma tutto è ascoltabile in streaming.
Inoltre sul sito sono acquistabili stampe rare di poster, foto o memorabilia spesso però dai prezzi proibitivi.

La cosa più affascinante di queste incisioni è che si tratta di materiale “live 100%”, puro e incontaminato. Sono le incisioni più belle, quelle senza rimaneggiamenti in sala d’incisione, anche con qualche sbavatura che non guasta.

Nessuno è perfetto.

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