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Archivio Novembre 2016

Cofanetti: si e NO

17 Novembre 2016 Nessun commento

Due esempi completamente diversi.

Solo per fan incalliti

I Rolling Stones hanno, nel bene e nel male, scritto una discreta fetta della Storia del Rock. Inutile discuterne. Nell’altrettanto inutile disputa “Beatles/Stones” neanche entro. Il mio cuore è per i Fab Four, ma gli Stones sono gli Stones.

Ed allora considero per fan assolutamente incalliti questo ridondante box di 16 LP (esiste anche nella versione da 16 CD) che riproduce, rimasterizzato in mono (aiuto!!!) i primi 14 album del quintetto, da “The Rolling Stones” a “Let It Bleed”, oltre ad un quindicesimo album di rarità e alternate (c’è anche “Con Le Mie Lacrime”, versione per il mercato italiano di “As Tears Go By”, singoletto facile facile dei primi Sessanta).

Perché ridondante? Ora mi spiego.

Primo punto: “rimasterizzato mono”. Non sto scherzando. D’accordo, c’è chi è fissato con i suoni e non vede l’ora oggi di riascoltare un disco inciso 45/50 anni fa nello splendore del Mono. Mi dicono “perché si ascolta il suono diretto, identico a come è stato inciso, è come trovarsi lì, in quel momento, in sala con i cinque”. Perdonatemi, non riesco a vederne la meraviglia. Non sarò un purista (in realtà io rientro nella categoria degli “accumulatori seriali” di musica, perciò va bene tutto, mono, stereo, mp3, stereo8, quello che c’è basta che io abbia il disco), però “Aftermath” è quello, già rieditato due/tre volte nel corso del tempo e perciò già sicuramente nelle discoteche dei fans almeno in un paio di versioni. Ma poi. ci hanno massacrato per anni con il dolby sorround, con il dts, con impianti da 15.000 euro per sentire il suono più avvolgente, più profondo, ed oggi rimasterizziamo Mono?

Secondo punto: gli Stones, come i Beatles e parecchi altri gruppi dell’epoca, pubblicavano due album diversi per il mercato inglese, ed europeo in generale, e per quello americano, che spesso venivano distribuiti da due case discografiche diverse. La Parlophone era la casa discografica dei Beatles, ma i dischi per il mercato americano venivano distribuiti dalla Capitol. Per gli Stones era la Decca in Europa (fino ad un certo anno) e, curiosamente, la London negli Stati Uniti. Ora, in questo cofanetto (last but not least: più di 3 chilogrammi nella versione in vinile) sono presenti tutti i dischi, versione inglese e versione americana. In cosa differivano normalmente queste versioni? Gli americani, di minor gusto, avevano bisogno di quei singoli che allora trainavano il mercato. Ed allora smontavano e rimontavano i dischi mettendo insieme singoli, ep e qualche brano del disco europeo, e lasciavano i brani scartati per l’album successivo, che magari mischiva altri singoli, ep e qualcosa del disco che sarebbe uscito in seguito. Insomma, morale della favola: sono quindici album ma ci sono uno sproposito di ripetizioni. Centottantasei i brani proposti, cento più o meno quelli effettivi. Ah si, dimenticavo, le versioni delle canzoni sono praticamente identiche.

Terzo punto: il costo spaventoso. Passi ancora la versione solo in mp3 (89,99 euro su Amazon, ed è comunque tanto), la versione in cd costa 105,86 euro (con inclusa però la versione in mp3). Ma, secondo me, la versione in cd è completamente inutile proprio a causa del supporto: non si può offrire una strabiliante masterizzazione in mono e perderne la vividezza con un cd!!! Ed allora occorrerebbe acquistare la versione in vinile alla modica cifra (sempre su Amazon) di 325,62 euro.

A proposito, anche circa i vinili, qualche acquirente ha criticato il fatto che le copertine non sono perfette riproduzioni di quelle originali, ma risultano essere più opache o, addirittura, con qualche differenza rispetto all’originale. Insomma, anche per i fan incalliti, io aspetterei 6/8 mesi per vedere il prezzo scendere a precipizio.


Per tutti, a maggior ragione oggi

Un cofanetto imperdibile, soprattutto oggi. “The Complete Studio Albums Collection” raccoglie i primi 11 album di Leonard Cohen, il cantautore canadese scomparso pochi giorni fa, raro esempio di longevità artistica che non ha conosciuto battute d’arresto. Uno che ha inciso, cosa per me rappresentante una sorta di marchio di qualità, solo se aveva qualcosa da dire. Ed infatti il box contiene gli album incisi da Cohen tra il 1967 (“Songs of Leonard Cohen”) ed il 2004 (“Dear Heather”): 11 album in 37 anni. Ed ogni album è un distillato di purezza e poesia. Qualcosa di unico.

Da noi Leonard Cohen è un Autore di nicchia. Forse al di sotto di un certo anno di nascita nessuno sa bene chi sia. In molti l’avranno distrattamente notato sulle prime pagine dei principali giornali il giorno della sua scomparsa, chiedendosi molto probabilmente chi fosse. Ma per sottolinearne l’importanza (Bob Dylan ha dichiarato di averlo invidiato), basti pensare al fatto che una nostra generazione di cantautori si è dichiaratamente ispirata a lui sia nello stile che nei temi trattati. Fabrizio De André e Francesco De Gregori hanno tradotto alcune sue canzoni (“Nancy”, “Giovanna d’Arco”, “Suzanne”, “A Presto Marianne”) che sono poi diventate tra i brani più belli da loro eseguiti, semplicemente adattando il testo (splendidamente) e mantenendo sostanzialmente invariati gli arrangiamenti. Eppure sono quasi indistinguibili dal loro repertorio originale.

Il cofanetto è realizzato benissimo, con le riproduzioni fedeli delle copertine in cartoncino. Il prezzo è decisamente contenuto: 27,53 euro su Amazon, ma sullo stesso sito, si può trovare in vendita presso altri venditori a partire da 22 euro.

PS: in questo periodo, sempre su Amazon, si trova un monumentale box dei Pink Floyd dal titolo “The Early Years 1965/1972″ composto da 27 tra cd e dvd. Credo sia roba molto seria, ma costa 461,39 euro!!!!! Prima di parlarne male voglio informarmi bene: non vorrei che Mudman, che mi postò un commento al vetriolo quando scribacchiai sulla versione cinematografica di “The Wall” di Roger Waters (vedi “Roger Waters “The Wall” – ottobre 2015) si alterasse…..

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