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Post Taggati ‘Méséglise’

Classifiche – Italia: 2° e 1° posto

29 Dicembre 2016 1 commento

2° posto:   Méséglise   –   “Stranamente Sereno”

Il miglior gruppo italiano attualmente in circolazione piazza il nuovo disco “Stranamente Sereno”, di cui ho avuto l’immenso onore di un ascolto in anteprima (vedi “MOTR Speciale: Anteprima “Méséglise”" – marzo 2016) nonché la citazione nelle note del booklet allegato, al 2° posto della mia personale classifica dei dischi nazionali. Perché è un disco bellissimo, prima di tutto. Scritto benissimo e suonato meglio. Chi sono i Méséglise? Sono un gruppo che riesce ad incastonare (mi sembra il termine più appropriato da usare) la forma di scrittura “cantautorale”, con una propensione alla poesia più elevata, in un gambo fatto di una commistione di generi (rock, prog, folk). Insomma, ci sono gruppi d’oltremanica e d’oltreoceano che hanno fatto la loro fortuna proprio basandola sul cross-over fra generi (è troppo ingombrante un paragone con gente tipo Dave Matthews Band, Phish, Mumford, Punch Brothers?).

Invece da noi tutto ciò resta relegato ai margini, con pochissima visibilità. Pochi spazi, poche case discografiche che sanno il fatto loro (leggasi nessuna promozione), circuiti live asfittici, radio inchiodate dalla necessità di ascolti a fini pubblicitari. Pensate agli Stati Uniti, dove solo le radio universitarie hanno un bacino di utenza di milioni di studenti, nessun problema di sponsor e fanno arrivare al successo (planetario) gruppi come i R.E.M.

Ecco, i Méséglise meriterebbero ben altro trattamento. Grazie ai loro brani dal sapore senza tempo, alle tematiche comuni a più di una generazione e, soprattutto, alla loro onestà ed autenticità.

1° posto:   Daniele Silvestri   –   “Acrobati”

Diciamo la verità. “Unò-Duè” era stato un gran disco. Il migliore fino a quel momento per Daniele Silvestri. Era il 2002. Per me una vita fa. Poi il nostro si è fatto molto tirato nella produzione. Più o meno un disco ogni cinque anni (“Latitante” nel 2007 e “S.C.O.T.C.H.” nel 2011). Due buoni dischi, ma non grandi. Poi un lavoro molto libero con Gazzè e Fabi (“Il Padrone della Festa” con relativo tour trionfale). E, finalmente, arriva “Acrobati”: capolavoro!!! Un album fatto di grandi brani. Nessun riempitivo. Una facilità di scrittura entusiasmante. “Quali Alibi” stupisce per i briosi giochi di parole che gli permettono di scrivere sui cupi tempi politici senza suonare retorico. Così come “La Guerra del Sale”, specchio dei tempi, impreziosita dal rap stralunato di Caparezza. “La Mia Casa” regala cartoline 2.0 delle principali capitali del cuore.

Avete presente la copertina? La title-track ne è la colonna sonora talmente vivida da vederla in movimento, come un film. “Pochi Giorni” è semplicemente brillante, un’allegra canzone d’amore con la trovata di chiamare gli strumenti nell’introduzione. E così via fino alla fine. E tenere alta la tensione di un album lungo (diciotto brani) non è cosa da tutti. Invece lo si ascolta senza la benché minima noia tutto d’un fiato fino alla fine. Tra le mie preferite in assoluto segnalerei anche “A Dispetto dei Pronostici”, “Così Vicina”, “Pensieri” e la quasi recitata “Monolocale”.

Sarebbe bello se ora facesse uscire un album dal vivo, a testimonianza del tour “Sold Out” con il quale ha girato l’Italia, e sta girando ancora durante queste vacanze natalizie.

MOTR Speciale: Anteprima “Méséglise”

31 Marzo 2016 Commenti chiusi

Musicalmente parlando, mi ritengo un privilegiato.

I Méséglise da Bologna mi hanno inviato in anteprima il materiale del loro nuovo album dal titolo “Stranamente Sereno”, ormai in fase di stampa.

L’ho ascoltato negli ultimi giorni in maniera “furiosa”, almeno tre volte al giorno.

Come ho già avuto modo di scrivere il  panorama della Musica Italiana al momento è decisamente asfittico, stretto tra Sanremi e talent show sempre più inutili ed uno scarsissimo ricambio nella Musica d’Autore dove i “vecchi” non riescono più ad esprimersi a livelli accettabili e di “giovani”, a parte Mannarino e Brunori, non ce ne sono. Gianmaria Testa ci ha lasciato (e ne parlerò presto e a parte). Al momento riesco a fidarmi di Bersani, Silvestri, Cristiano De André e, parecchio più indietro, Fabi e Gazzè. E parliamo di tutta gente che se non ha 50 anni poco ci manca.

E non parliamo del rock.

In tutto questo i Méséglise per me rappresentano una bellissima realtà. Se dovessi dare una definizione sintetica della loro Musica, direi che si tratta di “Rock Emozionale”. La forma-canzone di base è e resta Musica d’Autore della migliore. Le canzoni si dipanano attraverso immagini cinematografiche (“Il Tempo di un Caffè”, che apre l’album, e “Con il Pallone”) e voli dell’anima (“La Strada Verso la Collina”, “Interno Notte” e  “Trama di Coincidenze”). E, su tutte, narrazione di emozioni allo stato puro in “Caporale Milt”: un valzer acustico fa da cornice ad una storia fatta di amore, sentieri, neve, guerra,  felicità per una liberazione giunta sempre troppo tardi ed una vita che sarebbe potuta anche essere diversa se il destino si fosse degnato di giocare un’altra carta. Un brano da brividi con una melodia capace di scenderti nell’animo a far vibrare corde sopite.

Dal punto di vista musicale le loro poesie sono vestite di solide e dense sonorità con echi progressive innegabili (ascoltare il finale di “Con il Pallone”). Ma quasi tutti i brani presentano ampi spazi strumentali. Quello che colpisce, rispetto a “L’Assenza”, loro prima prova del 2013, è che decisamente in questo album sono più “gruppo”. Il suono è più compatto, e non è merito esclusivamente dei magici studi della Fonoprint di Bologna nei quali l’album è stato inciso. Hanno suonato dal vivo, hanno provato in sala il materiale nuovo da incidere, l’intesa è perfetta e tutto risulta intensamente bilanciato, con pochissimi interventi “esterni” al gruppo: Alberto Celommi regala uno splendido assolo di chitarra acustica in “La Strada Verso la Collina”, mentre Enrico Capalbo suona la ebow guitar (uno strumento elettronico, una specie di archetto elettronico per chitarra) su “Trama di Coincidenze”.

La Melodia la fa da padrona. Non esiste un solo brano di questo album la cui linea melodica non colpisca già al primo ascolto, senza provocare l’antipatico fenomeno del “già sentito” che fa perdere poi interesse. Anzi, esattamente il contrario (da cui il “furioso” riascolto citato nelle prime righe).

Diverse comunque le atmosfere da brano a brano. “Il Tempo di un Caffè” in apertura è un brano che parte in maniera intima pianoforte e voce, per poi allargarsi alla chitarra acustica, alla batteria, al mandolino ed al violino suonati da Maria Robaey, ultima entrata nella line-up del gruppo. “La Strada Verso la Collina” è una splendida ballata con un riff tastiere e violino che si apre in un ritornello arioso. “Con il Pallone” parte con un intro di batteria (Maurizio Lettera) e si muove su un territorio quasi pop (i Méséglise si lanciano nel mercato dei singoli?). Di “Caporale Milt” ho già scritto, “Interno Notte” è un brano “ancien régime” che rimanda alle sonorità Sithonia da cui Paolo Nannetti proviene, ed inizia con un bel ritmo veloce con un bell’intreccio tastiere-violino ed il basso di Maya Seagull a marcare il tempo, anche qui con un bridge arioso cantato benissimo da Marco Giovannini per concludersi con una coda piena di mellotron perfetta per gli amanti del genere.

“L’Attesa” è ancora una splendida ballata molto ben arrangiata, “Trama di Coincidenze” inizia in maniera intima chitarra classica e voce per poi crescere, mentre “Il Gioco delle Parti”, con organino e violino in evidenza, è uno strumentale molto delicato. Tutto si chiude con la ripresa al pianoforte del tema di “La Strada verso…”, preludio si spera ad una nuova avventura dei Méséglise.

Una piccola pecca però c’è e va detta. La presenza nel disco di tre brani vecchi dei Sithonia, facenti comunque parte del repertorio live del gruppo già dalle prime uscite. Si tratta di una pecca per due motivi, nonostante le canzoni (che, per la cronaca, sono “Confusi in Mezzo ai Simboli”, “Festa in Collina” e “Con Altri Occhi”) siano non lontanissime dagli arrangiamenti originari eppure completamente diverse e fresche (e belle).

Primo (e semplice): sarebbe stato bello ascoltare altre tre canzoni nuove dei Méséglise (ok, perdonati, arriverà un altro album, ci conto!).

Secondo (e più complicato e personale): qualche nostalgico del gruppo, da cui oltre a Paolo Nannetti proviene anche Marco Giovannini potrebbe sentirsi come se qualcuno girasse il classico coltello nella piaga. E magari sperare in una reunion (magari un “Live”) dove ascoltare, oltre alle tre citate, “Hotel Brun”, “Cronaca Persa”, “Tornando”, “Il Foglio Bianco”, “Il Sogno di Scindigher”, “Achill Island”, “Piancaldoli” e parecchie altre…….

Domani

22 Settembre 2015 Commenti chiusi

Posso fare un enorme “in bocca al lupo” ad un gruppo di amici che domani entra in sala di registrazione per iniziare le sessioni d’incisione del nuovo album?

Loro sono i Méséglise e, attualmente, sono il mio gruppo italiano preferito. “Stranamente  Sereno” è il titolo dell’album, per il quale i ragazzi hanno già abbondantemente provato il materiale. Piccola indiscrezione? Il brano d’apertura s’intitolerà “Il Tempo di un Caffè”. Luogo deputato: la loro Bologna (what else?).

Mi aspetto il diluvio di emozioni a cui mi hanno abituato. Forse mi hanno coccolato e viziato troppo.

Mi aspetto che stavolta sia talmente potente da arrivare a chi desidera ardentemente farsi “massaggiare” il cervello ed il cuore. A chi non sente più un brano decente dai tempi delle migliori cose di De André o di De Gregori, o l’irriverenza di un Gaetano o di uno Stefano Rosso.

A chi abbia voglia di ascoltare e provare qualcosa che non sia già sentito. A chi abbia voglia di ascoltare e provare qualcosa e basta.

A chi se ne frega dei talent (a parte Masterchef), a chi non ce la fa più a vedere Elio immerso in quella melma. A chi soffre di orticaria solo nei giorni in sui arriva Sanremo a reti unificate.

A chi si perde per Parigi seguendo il suono di una fisarmonica e a chi si ferma sulla costa Bretone a guardare il mare con una buona bottiglia come amica. A chi, ascoltando un brano acustico, riesce a percepire il sudore, la passione ed il respiro dei musicisti.

A chi, tra le note di un pianoforte e di un violino, sogna l’Irlanda o qualsiasi altro posto meraviglioso abbia visitato, o sogni di visitare.

Insomma, ragazzi, so che sarà un gran disco.

In bocca al lupo e buon lavoro.

Anteprima

29 Luglio 2015 Commenti chiusi

Novità in arrivo, qualcuna dispendiosa (molto), qualcuna meno…

Grateful Dead

Per tutti gli appassionati della band californiana che proprio in questi giorni si sta celebrando con un tour d’addio a cinquant’anni dalla fondazione (i sopravvissuti con, tra l’altro, Tray Anastasio dei Phish alla chitarra che fu di Jerry Garcia scomparso nel 1995), è previsto a brevissimo in uscita un mega box pazzesco dal titolo “30 Trips Around The Sun”!!! Questo il contenuto: 80 cd, oltre 70 ore di musica, 30 diversi show inediti, uno per ogni anno “d’oro” dal 1966 al 1995, un book di 288 pagine allegato. In vendita dal 18 settembre 2015 anche in versione digitale tramite USB al prezzo esorbitante di circa 700 dollari (699,98 per la precisione). Attenzione, per chi fosse interessato, è prevista anche una versione “highlights” di 4 cd ad un prezzo molto più abbordabile (38 dollari il box, 28,50 la versione in Mp3) contenente 80 brani, uno per ogni cd. Per i veri fan è prevista in ogni caso l’uscita (20 novembre 2015) del cd doppio relativo al tour celebrativo.

Ben Folds
Il prossimo 11 settembre (data curiosa per far uscire un nuovo album) è prevista l’uscita di “So There”, nuovo album di quel geniaccio di pianista e compositore che risponde al nome di Ben Folds. E ancora più curioso è il contenuto dell’album: 8 brani di rock da camera (così da lui definito) oltre al concerto per piano ed orchestra da lui composto nel 2013 in tre movimenti ed eseguito con la Nashville Symphony Orchestra. Mi preoccupo sempre quando sento di rockstars che si danno al classico (vedi il caso di Paul McCartney e Billy Joel), però viste le cose egregie fatte dai Punch Brothers con il loro prog-bluegrass da camera, sinceramente non vedo l’ora di ascoltarlo: l’età varrà qualcosa.

Méséglise

Il glorioso studio della Fonoprint di Bologna (Vasco, Lucio Dalla, Samuele Bersani e tanti altri) è pronto a ricevere i miei amati Méséglise per la realizzazione del secondo album. Si inizia dal 23 settembre per poi completare registrazioni e missaggi nella seconda o terza settimana di ottobre. Titolo dell’album: “Stranamente Sereno”. Il che mi sembra già una bella dichiarazione d’intenti. Per ora qualche concerto (venerdì 31 luglio a Bordighera nell’ambito della rassegna “D’Autore e D’Amore” come “special guest” insieme ad Osanna, Jenny Sorrenti, Eugenio Finardi, Alberto Fortis e Goran Kuzminac). Per Paolo Nannetti e soci, portatori sani di musica d’Autore di classe e qualità, sarebbe ora si schiudessero le porte di un successo necessario proprio allo scopo di dimostrare che l’ottima musica ha ancora spazio qui da noi. Dopotutto, con tutto l’affetto che provo per il Liga, è possibile che il fratello sia così bravo da vincere il Premio Lunezia 2015? Ci sarà qualcosa sotto? Chi ha la stoffa deve necessariamente avere le stesse possibilità d’imporsi rispetto agli altri.

Bruce Springsteen and The E Street Band

Dal 10 di agosto sarà disponibile il nuovo box di Springsteen dedicato al tour di “Darkness On The Edge Of Town” del 1978. Si sa che il tour fu particolarmente voluto dal Boss che, dopo infinite beghe legali con il suo precedente management, stava riprendendosi dopo una sosta forzata durata parecchi mesi. La tracklist del triplo cd è straordinaria, c’è il meglio di Springsteen fino a quel momento (inutile elencare) e qualcosa di già pronto del prossimo album (“The Ties That Bind” e “Indipendence Day” che faranno la loro gran figura su “The River”). A me non dispiace questa iniziativa di queste piccole case discografiche (Vox Rox o Leitfield Media) che si sono assicurate i nastri di concerti trasmessi alla radio tra il finire degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, trasformandoli in bootleg ufficiali di buona fattura. Mandare in stampa un concerto ha un valore, a mio parere, solo se riesce a catturarne l’energia prodotta sul momento. Ed il materiale live ufficiale del Boss, a dir la verità, ha lasciato finora un po’ a desiderare. Il monumentale “Live 1975-1985″, con quaranta brani e cinque vinili, era una collection raccolta nel corso degli anni. Nulla a che vedere con la potenza di un unico fantastico concerto. Ecco, questi album riportano, soprattutto per quanto riguarda i primi anni, testimonianza proprio di quei concerti che formarono la leggenda del Boss. Perciò ben vengano.

Dolenti Note

In arrivo a giorni i nuovi album solisti di Keith Richards (“Crosseyed Heart”) e di David Gilmour (“Rattle That Lock”). Nel primo caso mi aspetto un prodotto che tenga fede alla fama del pirata, ma non è ho sentito nulla. Nel secondo caso le prime note che si sono potute ascoltare danno la sensazione di un vecchio album di Chris Rea. Si prospetta una gran noia.

Per finire completata la riedizione degli album dei Led Zeppelin con “Presence”, “In Through The Out Door” e “CoDa” tutti previsti in uscita il 31 luglio. Sinceramente mi sono fermato a “III” senza capire la meraviglia dell’operazione. Se non altro le versioni “Deluxe”, tutte da due cd, su Amazon si trovano tra i 18 ed i 20 euro, Ed aspettando qualche giorno, secondo me……

In uscita…

20 Marzo 2015 Commenti chiusi

Joe Bonamassa:   “Muddy Wolf At Red Rocks”   (dal 23 marzo 2015)

Torna il chitarrista blues più infaticabile del momento. Tantissime le esperienze se si guarda solo agli ultimissimi anni, dai live con Beth Hart ai Black Country Communion (il supergruppo con Jason Bonham, Glenn Hughes e Derek Sherinian) con cui ha prodotto ben tre album, oltre a tutto il suo materiale. Inoltre Joe Bonamassa è molto generoso con i suoi fan per quanto riguarda la documentazione dei suoi concerti. Così dopo il voluminoso “Tour De Force”, ben 4 cd doppi contenenti quattro concerti “a soggetto” fatti dal nostro in quattro teatri diversi di Londra più o meno negli stessi giorni durante il 2013, esce questo doppio cd registrato al Red Rocks Amphiteatre di Morrison, in Colorado. Avete presente il Red Rocks? Ha un fascino pazzesco. Si tratta di un anfiteatro naturale, incassato tra due monti, dall’acustica fantastica. Ci sono passati in tanti e molti hanno inciso dei dischi dal vivo splendidi (U2, Dave Matthews, Phish, Stevie Nicks, Moody Blues, Neil Young, Depeche Mode e tanti altri tra cui, da ultimi Mumford & Sons). Molti sono stati registrati anche in DVD, proprio perché spesso l’illuminazione del palco viene arricchita da torce che conferiscono ulteriore spessore all’aspetto visuale delle performance. Ma non per questo la musica passa in secondo piano. E’ solo che l’atmosfera è particolare. E’ tutto più epico ed intenso. Se poi a tutto questo aggiungiamo l’abilità del chitarrista americano, il risultato non potrà che essere grandioso. Da ultimo, ma non meno importante, il cd doppio avrà un prezzo decisamente abbordabile (sui 15 euro su Amazon).

Van Morrison:   “Duets: Re-Working The Catalogue”   (dal 24 marzo 2015)

Attenzione: forte rischio. Sapete che non sono un fan di questi prodotti. Ma….c’è un Ma. Innanzitutto Van The Man gode di un’immensa apertura di credito per quanto mi riguarda. Troppo onesto e fedele a se stesso in tutti questi anni per buttarsi su di un progetto inutile. Poi la scelta delle canzoni non banale: niente “Gloria”, no “Brown Eyed Girl”, “Caravan” o “Wild Night”. Per finire, la scelta dei partner: non mi sembra di ravvisare il solito carrozzone che si riunisce in queste circostante. Certo, c’è Michael Bublè che comunque ha una voce da “tanto di cappello”. Però ci sono Taj Mahal, Mark Knopfler, Joss Stone, Steve Winwood, Mick Hucknall, Natalie Cole, George Benson,  Bobby Womack e Mavis Staples. Insomma, un black&white che più black e soul non potrebbe essere. Lo aspetto con una certa impazienza.

Yes:   “Progeny: Seven Shows From Seventy-Two “   (data da definire)

Qui li aspettavo. Devo dire la verità: quando ho letto della prossima uscita di questo cofanetto ho avuto un tuffo al cuore. Sette concerti dal 1972!!!! Poi sono andato ad approfondire l’argomento. Ed ho capito di aver equivocato, nel mio pessimo inglese, l’uso del “from”. Io avevo interpretato come “7 concerti dal 1972″ come “dal 1972 in poi”. E questo sarebbe stato favoloso, anche perché il gruppo inglese nel suo periodo d’oro ha prodotto solo il meraviglioso “Yessongs” (1973) ed il successivo e non meno bello “Yesshows” (1980), anche se documento di un periodo già meno creativo. Per il resto, soprattutto negli ultimi anni, materiale piuttosto debole proveniente da reunion varie. Ho pensato: che bello, un concerto del tour di “Going For The One” o addirittura di “Drama” (a tutt’oggi non ho una versione ascoltabile di “Does It Really Happen” dal vivo). Invece il “from” indica proprio “provenienti dal 1972″ E BASTA!!! Si, avete capito bene. Si tratta di sette concerti dello stesso tour da cui è stato tratto “Yessongs”, incisi tra il 31 ottobre ed il 20 novembre di quell’anno (Toronto, Ottawa, Durham, Greensboro, Athens, Knoxville e Uniondale). E tutti con la stessa scaletta. Incredibile. La ratio del progetto pare sia lo scarso gradimento da parte del gruppo della resa sonora (a dir la verità effettivamente leggermente “attufata” come diremmo a Roma) di “Yessongs”. E lo dicono oggi? E allora qual è la grande idea? Fare uscire un cofanetto con ben sette (non uno, non due….) concerti rimasterizzati dallo stesso tour. Non ho parole. Il prezzo è competitvo (meno di 50 dollari) ma non ha alcun senso comprarlo. Nessuno.

Rock Italiano:   Ligabue:   “Giro del Mondo”   (dal 14 aprile 2015),      Negrita: “9″   (dal 24 marzo 2015)   Modena City Ramblers: “Tracce Clandestine”   (dal 24 marzo 2015)

Lo so, non saranno le novità più clamorose, però a me Liga continua a piacermi, fermo restando che un album come “Buon Compleanno Elvis” non gli riesce più  ma non fa niente, ed i Negrita altrettanto. L’album dal vivo di Ligabue è in due versioni (doppio e triplo cd) con una versione “deluxe” con triplo cd e doppio dvd (sui 40 euro). I miei mitici MCR invece pubblicano un album di canzoni finora eseguite solo dal vivo e mai prodotte, come dicono loro, “in bella copia”. Tra queste spiccano due cover di lusso: “The Ghost of Tom Joad” di Springsteen e “Rock The Casbah” dei Clash.

Mumford & Sons:   “Wilder Mind”   (dal 4 maggio 2015)

Ve lo devo dire? Non credo serva più. E’ il mio gruppo preferito in assoluto dal 1° gennaio 2009, data di uscita di “Sigh No More”, primo loro album. Poi nel 2012 “Babel”, ancora più bello. Ed ora, 2015, arriva (ci vuole molto ancora, però) “Wilder Mind”. Non ne so nulla ma lo comprerò a scatola chiusa, senza ombra di dubbio. Il percorso dei quattro è stato finora perfetto. Soprattutto il cantante Marcus Mumford, a latere del progetto “Sons”, è stato avvistato in tutti i progetti acustici e neo-folk che contano: dalle “Flowerpot Sessions” a “The New Basement Tapes” (vedi “Benvenuti in Cantina” – settembre 2014) alla colonna sonora di “Inside Llewyn Davis” dei fratelli Coen (ascoltate per favore “Fare Thee Well”, seconda traccia dell’album: semplicemente da brividi) al concerto celebrativo di quella colonna sonora e del film. L’unica cosa che so è che la versione deluxe conterrà 16 brani, di cui tre dal vivo.

Méséglise:   “Stranamente Sereno”   (ultimo trimestre 2015?)

Tempo fa, presentando il primo album dei Méséglise (“L’Assenza” – vedi “New Records pt1″ novembre 2013) raccontavo che si trattava sostanzialmente di un side-project di Paolo Nannetti, al di fuori del gruppo di origine (Sithonia). Invece devo decisamente correggermi. Non si tratta affatto di un side-project. Méséglise è Paolo Nannetti oggi, con tutto il suo bagaglio di sensazioni ed esperienze e voglia di comunicare al di là di tutto. E si tratta di vero e proprio gruppo, oggi allargato a cinque persone tutte assolutamente sulla stessa lunghezza d’onda, come i veri gruppi devono essere. Il disco si intitolerà “Stranamente sereno” , ci saranno 11 canzoni (se non decideranno altrimenti all’ultimo momento) comprese uno strumentale e tre canzoni già comparse in dischi dei Sithonia, con nuovi arrangiamenti “Méséglise”, chiaramente. Il materiale è già stato provato in buona parte e  le registrazioni dovrebbero iniziare in settembre. L’etichetta sarà sempre Lizard Records.

Tito Schipa Jr:   “Orfeo 9″   (18 aprile 2015)

Last but not least….arriva a giorni il mega triplo dvd curato da Ermanno Manzetti dedicato alla meravigliosa opera di Tito Schipa Jr. Il cofanetto, per tutti gli appassionati, risulta assolutamente imperdibile. Conterrà infatti, oltre all’edizione restaurata del film, ben otto ore di contenuti speciali, tra cui la ricostruzione integrale dell’opera presentata al Teatro Sistina nel gennaio del 1970 in quell’unica gloriosa settimana di repliche (già questo vale la spesa!!!). E poi documentari inediti sul “making of…”, sulle location del film, un bel libretto di 48 pagine e ancora tanto altro. Prezzo favoloso: 33 euro.

PS: purtroppo il bilancio aziendale, con tutto i problemi che comporta, mi ha impedito di scrivere questo post in tempo per anticipare l’uscita di “Pop Jazz and Love” di Sergio Caputo, e “Come i Carnevali” di Bobo Rondelli, entrambi nei negozi da qualche giorno. Ne riparleremo tra le recensioni. Sicuramente!

Classifiche – pt2: Italia

24 Dicembre 2014 Commenti chiusi

Naturalmente tantissimi Auguri di Buon Natale a tutti da MusicOnTheRock!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Italia   –   4° posto:   “Segnali di Umana Presenza”   (Nino Buonocore – 2013)

Qualcuno si era accorto che uno dei migliori cantautori italiani degli anni ottanta e novanta aveva prodotto un nuovo disco, pubblicato a giugno del 2013, a quasi 10 anni  dal precedente (“Libero Passeggero” – 2004) e 16 dal penultimo (“Alti e Bassi” -1998)? Sinceramente neanch’io. Mi era sfuggito. Capita. Poi un mio grandissimo amico musicista me lo ha proposto. Quando si dice un consiglio che vale oro. E’ un disco bellissimo, che riprende il discorso assurdamente lasciato a metà con i dischi migliori prodotti da Buonocore tra la fine degli ottanta ed i primi novanta. Eppure l’unico problema che presentavano quegli album era il non significativo riscontro di pubblico in epoche in cui vendere un disco in più o in meno cambiava completamente il destino di un artista, per quanto grande fosse. E ad uno grande come lui svendersi per qualche manciata di singoli venduti in più  non interessava affatto. Ed allora ha iniziato un lunghissimo percorso fatto di jazz e di ulteriore affinamento della sua musica e delle atmosfere di cui veste la sua poesia. “Segnali…” è l’esatta summa di tale percorso. Un disco che suona impedibile dal primo all’ultimo secondo. Dodici brani che spaziano dall’iniziale “Millenovecento73″, nel solco dei suoi brani meravigliosi alla “Scrivimi”, al soul de “Il Lessico del Cuore” al jazz di “Da Ora in Poi” e “Tutto Un Altro Film”. Arrangiamenti raffinati, grande gusto, testi di passione ed emozione: da ascoltare assolutamente.

da ascoltare anche… Sergio Caputo “Un Sabato Italiano 30″

Italia   –   3° posto:   “Vol 3 Il Cammino di Santiago in Taxi”   (Brunori Sas – 2014)

Il papà lo voleva contabile nell’azienda di famiglia giù a Cosenza. E allora lui, di tutt’altra idea, ha scelto un nome d’arte adeguato (Brunori Sas, come fosse una società commerciale) ed ha realizzato tre dischi in cinque anni (2009, 2011 e 2014) uno meglio dell’altro. Dario Brunori realizza belle canzoni nelle quali, attraverso l’ironia, riesce a trasmettere contenuti più che seri. Una voce particolare ed un gusto per un suono ed una melodia solo apparentemente banali completano il quadro dando spessore ai suoi album. Questo terzo volume è meno “rivoluzionario” dei primi due, però molto più maturo. Anche il tessuto sonoro risulta più vario, spaziando da brani piano e voce come “Arrivederci Tristezza” in apertura, ode al prevalere del cuore sulla ragione e sull’intelletto (“milioni di libri non servono a niente se servono solo a nutrire una mente che mente”) e l’omaggio a Kurt Cobain nel brano omonimo (conviene poi essere famoso e si riesce a sopportare la responsabilità delle aspettative di chi ti vede attraverso un’immagine che alla fin fine è solo apparenza?), passando per i ritmi latini in “Mambo Reazionario”, sul fluire della vita dagli ideali giovanili all’incasellamento che segue crescendo (“Che Guevara e Pinochet ora cantano felici sulle basi di Beyoncè, non si rincorrono più”). E poi brani di taglio più personale e più cantautorali nell’atmosfera (“Le Quattro Volte” sui passaggi fondamentali della sua vita e “Sol Come Sono Sol” sulla fine di un amore e sulle sue conseguenze) o tendenti al blues (“Nessuno”).

da ascoltare anche… Statuto  ”Un Giorno di Festa”, Modena City Ramblers ”Niente di Nuovo Sul Fronte Occidentale”

Italia   –   2° posto:   “L’Assenza”   (Méséglise – 2013)

Ci sono persone che sono musicisti e poeti nell’animo ed in maniera assolutamente profonda. Uno di loro è Paolo Nannetti. E’ difficile essere se stessi e mettersi in musica, e ci vuole una grande forza per arrivare a comunicare le proprie emozioni. “L’Assenza” è uno dei migliori massaggi per il cervello ed il cuore pubblicati in questo biennio. Le canzoni posseggono una forza straordinaria. La musica che veste i brani ti affascina mentre il testo rappresenta una fiamma che arde all’interno. L’intero album è caratterizzato da una grande quantità di influenze: dal rock di “16 Marzo” al lento d’atmosfera de “L’Assenza”, dal finale folk di “Stelle di Lefkos” (una mini-suite dal testo evocativo) alla classicheggiante “Così E’ Stato”. E poi quattro meraviglie come “F.T.M.” (Fuori Tempo Massimo) e la trilogia conclusiva composta da “Trasparenze”, “Un Ottimo Atleta” e “Mare di Cartone”. Insomma, se quello che cercate è qualcosa di vero, di autentico, di emozionante, un’alternanza tra ombra e luce, tra realizzato e desiderato, tra rimpianto e vissuto, questo è il disco che fa per voi. Un solo cruccio: Méséglise (come progetto) meriterebbe di suonare ovunque e portare in giro la propria Arte a quanta più gente possibile. Cosa tremendamente difficile dalle nostre parti.

da ascoltare anche… Camelias Garden  ”You Have A Chance”, Cristiano De André  ”Come in Cielo Così in Guerra”

Italia   –   1° posto:   “Il Padrone della Festa”   (Fabi Silvestri Gazzè – 2014)

Per me 1° posto, Disco dell’Anno e circoletto rosso. Un tripudio. Un disco perfetto. Tre cantautori di ormai consolidato spessore (Silvestri immenso, Max e Fabi una tacca sotto) si uniscono in un progetto nel quale collaborano in maniera talmente stretta da produrre un album unitario  dove le loro caratteristiche, pur emergendo in maniera riconoscibile qua e là, si fondono in un tutt’uno di livello superiore a qualsiasi cosa fin qui da loro realizzata. Un album di collaborazione totale, i tre si dividono le parti in ogni brano, cantano una strofa per uno, si uniscono nei ritornelli. Non c’è una canzone fuori posto. Si percepisce in ogni solco il divertimento e la grande energia che solo quella particolare alchimia chiamata amicizia può generare. Particolare poi la scelta di utilizzare apparecchiature “storiche”: i microfoni usati dai Pink Floyd per “The Wall” ed i preamplificatori usati dai Beatles per “Abbey Road”. Roba di un’altra era, quando però i suoni erano analogici ma veri, senza computer di mezzo. E l’atmosfera generale dell’album è molto calda, come quando entri in quei locali piccoli ma accoglienti, dove predomina il legno e le luci non ti infastidiscono. Insomma, una vera festa. Tra i miei brani preferiti l’iniziale “Alzo le Mani”, molto delicata, il singolo quasi dance “Life Is Sweet” idealmente dedicata al razzismo malpancista dilagante, “Spigolo Tondo” chiaramente silvestriana insieme a “Zona Cesarini”, la rockeggiante “Come Mi Pare”, la gazziana e bellissima “Il Dio delle Piccole Cose”. Un album che ha il grande dono della sintesi e della semplicità, del calore e della bellezza.

da ascoltare anche… Alessandro Mannarino  ”Al Monte”, Samuele Bersani  ”Nuvola Numero Nove”

le delusioni…

Alex Britti “Bene Così”: peccato, un’occasione mancata

Francesco De Gregori “Vivavoce”: venti dischi “live” dove ha riproposto il suo repertorio riletto in mille modi diversi. C’era necessità di un ulteriore album stavolta di studio per rileggere….

Subsonica “Una Nave In Una Foresta”: un disco poco incisivo. Ci avevano abituato molto bene con il loro mix di rock, dance e ritornelli killer. Che il gioco sia diventato un po’ abusato?

Evento!!!

9 Aprile 2014 2 commenti

Non c’è paragone tra partecipare ad un grande evento live in uno stadio o (peggio, ma molto peggio) in un luogo assolutamente non adatto come il Circo Massimo a Roma, ed andare ad ascoltare un concerto magari acustico (o quasi) in un bel teatro dalle comode poltrone e con un’acustica di ottimo livello.

Nel primo caso ci si mischia ad una moltitudine di gente (per carità, in questo non ci sarebbe nulla di strano)  che spesso dimentica il concetto di rispetto per il prossimo. Avete presente quando le dieci file davanti a voi si alzano perché irrimediabilmente portate a ballare o quando il tizio, già grosso di suo e che vi obbliga a guardare il palco mezzo a destra e mezzo a sinistra delle sue spalle, decide di caricarsi sulle spalle la fidanzata, restringendo ulteriormente la visuale. Per non parlare del fatto che l’acustica spesso è roboante ma indistinta (il basso? boh, ma la cassa della batteria la senti nello stomaco) e che per vedere qualcosa devi sperare in un maxischermo, che grosso modo equivale a vederlo in televisione con, a peggiorare il tutto, il ritardo del satellite per cui il labiale non corrisponde a quello che esce dalle casse creando un fastidiosissimo “effetto playback”.

Sarà un problema di età?

A teatro è tutto diverso. Ci si siede comodamente, ognuno al suo posto numerato, e se hai scelto la prima fila nessuno ti disturba, ma anche in piccionaia si vede e, soprattutto, si sente benissimo. E spesso, ricordo i concerti di De André al Teatro Olimpico o al Brancaccio di (ormai) parecchi anni fa, il suono è meraviglioso. Si coglie il nylon delle corde della chitarra, il basso non è un martello che ti picchia in testa e la voce esce naturale e sincera.

Il teatro, per dimensioni e resa, è il luogo ideale per ascoltare un bel concerto. Soprattutto per capire ed apprezzare a pieno anche le parole. Per pensare, in definitiva. Avete presente un Gianmaria Testa? O anche un Cristiano De André.

Ecco. C’è un posto dove mi piacerebbe infinitamente trovarmi sabato prossimo 12 aprile, alle ore 21. E’ un piccolo teatro, il “Guardassoni” di Bologna. Si trova all’interno del Collegio San Luigi, in Via D’Azeglio 55 ed è di per sé un’opera d’arte. Risale al 1879, mentre il collegio è datato fine 1500. Già questo vale la visita.

Al suo interno, come in uno scrigno, suoneranno i Méséglise, gruppo a me particolarmente caro di questi tempi. “Serata di canzoni e chiacchiere”, riportano nella pagina facebook dedicata all’evento:

https://www.facebook.com/events/1431773040401295/?ref_dashboard_filter=upcoming

In un contesto del genere sono assolutamente imperdibili. Le loro atmosfere particolari, l’intensità dei versi, la capacità di arrangiare un brano con semplicità ma al tempo stesso con profondità, con spessore, la sensazione (o meglio, la certezza) di non sprecare e di non buttar via né una parola né una nota, varrebbero il viaggio da Roma. Inoltre la serata non sarà incentrata solo sui brani di “L’Assenza”, l’album attualmente in circolazione, ma qualche sorpresona dalle più o meno recenti esperienze musicali dei quattro componenti del gruppo rappresenterà un’ulteriore succosa ciliegina sulla torta.

Per chi si dovesse perdere il concerto di Bologna, Mésèglise replicano il 18 aprile alle ore 18 a Pistoia, all’”Atelier Arte Sonora (Via Dalmazia 356), in chiave assolutamente acustica e con l’aggiunta di una nuova violinista.

 

Méséglise – l’Intervista

15 Dicembre 2013 2 commenti

Non era ancora successo. MusicOnTheRock s’allarga decisamente. La prima intervista!

Raggiungo Paolo Nannetti via telefono, dalla sua Bologna. L’occasione è l’uscita del nuovo cd “L’assenza”, presentato dal vivo a Treviso pochi giorni fa e di cui ho già scritto  (“New Records pt. 1″ – novembre 2013)

Partiamo dall’inizio: cos’è esattamente il progetto “Méséglise” e qual’è stata la genesi del disco?

L’idea di Méséglise nasce nei primi anni del 2000. Con Marco Giovannini, cantante dei Sithonia, dopo che nel 1999 avevamo interrotto l’attività del gruppo, avevo registrato una specie di EP intitolato “Un mare di cartone” che comprendeva la canzone omonima e “Così è stato” (che poi ritroveremo nell’”Assenza” praticamente identiche) e altre due canzoni tra le quali una prima versione de “Le stelle di Lefkos”.  Il demo CD uscì come “Giovannini-Nannetti” e circolò solo tra addetti ai lavori ed etichette varie non solo specializzate in progressive , ma anche in musica italiana d’autore. Il riscontro fu pressoché nullo…ma si decise comunque di continuare. Ci si trovava anche con altri musicisti legati direttamente o indirettamente ai Sithonia, in particolare Oriano Dasasso (tastierista dei Sithonia) e Paolo Zuntini (violinista e bassista/chitarrista) che aveva collaborato con noi in “Hotel Brun”. Facevamo (e registravamo) un po’ di tutto, anche un paio di canzoni di Georges Brassens (mia grande passione), ma nella “mucchia” c’erano già alcune canzoni che poi ritroveremo nei Méséglise. Infatti a un certo punto decidemmo di dare un nome a questa “cosa” e di registrare più seriamente. Allo scopo chiamammo altri amici dei Sithonia (Roberto Magni  e Valerio Roda ), il batterista Maurizio Lettera (detto “il settimo Sithonia” nonché insieme a Marco, Valerio e Roberto negli “Opera”) e tentammo anche altre collaborazioni (ad esempio Letizia Viola), cominciando intensamente a registrare praticamente tutte le tracce che oggi sono state raccolte nell’Assenza. Il senso di tutto era per me la necessità, la voglia di tornare alle mie origini collegate alla canzone d’autore . Negli anni ’70, pur giovanissimo, mi presentavo da solo sul palco con la chitarra a 12 corde e in passato ho avuto altri gruppi, come Dieta Folgòre e Piantamusica, incentrati anche sulle mie composizioni. Ma nello stesso tempo la mia passione per il primo progressive, che si era in qualche modo “sublimata” in tanti anni con i Sithonia, mi aveva insegnato a comporre senza dimenticare le libertà espressive che credo siano all’origine di chi ama la musica “progressiva”. Alla fine buona parte delle registrazioni erano pronte.

Nel frattempo ricominciammo le attività con i Sithonia e mi dedicai con loro interamente e a tempo pieno alla realizzazione de “La soluzione semplice” che è stato un iter veramente intenso e sentito da tutti, concluso con un lavoro che mi ha dato molte soddisfazioni.

In seguito, frenandosi di nuovo l’attività dei Sithonia, con Marco abbiamo deciso di riprendere in mano il discorso “Méséglise” e provare a finire il tutto. Abbiamo passato alcuni mesi analizzando le canzoni una per una, togliendo alcune parti e aggiungendone altre. Nel frattempo abbiamo conosciuto Maya Seagull, che non è solamente una musicista completa, ma anche un’ottima autrice (uscita recentemente con un suo disco solista) e l’abbiamo coinvolta subito in alcune parti vocali e come bassista/chitarrista, in previsione della eventualità di riproporre il tutto anche dal vivo.

Ma una  buona parte del merito per l’uscita de “L’assenza”  è anche di Loris Furlan di Lizard Records che, così come per “La soluzione semplice” dei Sithonia, ci ha dato fiducia, permettendoci di comparire in un catalogo che è conosciuto per la sua selezione di qualità e al di là delle etichette di genere

Non avevi paura che l’utilizzo della voce di Marco e, per alcune parti strumentali, degli altri componenti del gruppo, potesse rimandare in maniera forse eccessiva alle origini, mentre sicuramente tu avevi intenzione di realizzare qualcosa di assolutamente tuo, di molto personale?

No, il mio timore non era (è..) tanto questo, ma casomai il contrario..nel senso che un eccessivo affiancamento dei due gruppi portasse alla convinzione che potesse trattarsi di un lavoro “parallelo” anche come intenzione e questo avrebbe rischiato di portare molte critiche perché chi si aspetta un disco di rock progressivo italiano avrebbe tutte le ragioni per lamentarsi, in quanto le sonorità dei Sithonia si sentono, eccome, ma la forma e la finalità delle canzoni è diversa e non va in direzione del progressive così come viene normalmente inteso

Noto nel disco un alternarsi tra momenti oscuri ed altri più solari (la strofa de “L’Assenza”, oppure proprio l’alternarsi tra la prima e la seconda parte di “Sole in Città”, o ancora “F.T.M.” o “Un Ottimo Atleta”). Ma Paolo ha più rimpianti o esiste sempre una seconda possibilità?

Permettimi una divagazione legata agli astri..sono un cancro ascendente cancro  e come tale intrappolato nella rete della memoria, del rimpianto, delle cose non dette, non fatte e rischio pure di essere un po’ molto piagnone su questo. A volte, non sempre, mi salva una buona dose di autoironia che è sarcasmo leggermente tragico anche quello, ma che perlomeno mi modera un po’ in questa tendenza. Hai centrato perfettamente due canzoni nelle quali esiste questa contrapposizione. “Sole in città” alterna un solare (appunto) ritornello in maggiore a momenti quasi rabbiosi. Come dire..se sperate finalmente in una bella e serena canzone, siete serviti con la solita sfiga che incombe… “Un ottimo atleta” poi è ironica, ma in fondo tragica, anche se poi alla fine prevale un certo tono crepuscolare che io prediligo e che vorrei sempre ottenere

Cos’è o chi è F.T.M.?

Presto detto..significa  Fuori Tempo Massimo in tono con il testo di questa canzone (e non solo questa)

Trovo che “La Risposta” sia un brano molto emozionante. L’emozione traspare dal cantato di Marco in maniera palpabile. Hai dato ordini particolari o è nato tutto in maniera spontanea?

Sai che questa canzone doveva diventare il primo singolo di Marco Giovannini ? C’era venuta questa idea. Io rimango dietro le quinte e tu fai il canta-autore dove tu canti e l’autore sono io :) Abbiamo partecipato anche a un concorso radiofonico con questo pezzo, ovviamente arrivando agli ultimi posti. E poi siamo stati a Londra con la video camera per girare il video. Lui camminava e io filmavo (sempre tutto artigianale e in economia dalle nostre parti..). Anzi pensavo di recuperarlo come video per “L’assenza” .

“Mare di Cartone” è una bellissima canzone d’amore. Questa più che una domanda è una considerazione. Vuoi aggiungere qualcosa?

 Posso dire che questa canzone per me rappresenta la fine di un incubo e in questo senso la trovo molto solare. E’ dedicata a mia figlia sopravvissuta, ad appena due anni, ad una malattia che l’aveva messa seriamente in pericolo di vita.

In “Un Ottimo Atleta” dici: “…nella prossima vita sarò meno distratto”. Costa distrarsi? Potessi tornare indietro?

 La distrazione secondo me ha un ruolo importante nei problemi e nelle nostre scelte sbagliate. Sul dizionario significa “Allontanamento del pensiero dalla realtà, come fatto episodico o come dato della personalità” E’ esattamente quello che ci succede (che almeno a me è successo e lo posso dire a buona ragione vista la mia età..) . Non riuscire cioè a perseguire i propri obiettivi non riconoscendoli con esattezza e scialandosi  in mille rivoli che non portano da nessuna parte. Mi capita ogni tanto di venire a conoscenza di fatti o di incontrare persone con le quali 40 anni fa magari avevo un rapporto superficiale e mi raccontano cose di me che non ricordo o che per me erano insignificanti e che invece avevano avuto importanza per loro o che comunque rappresentavano qualcosa. Quindi la mia percezione era altrove mentre avrei dovuto raccogliere ed alimentare ciò che realmente ero di fronte agli altri. Io poi sono anche profondamente distratto in senso molto meno metaforico. Perdo letteralmente tutto e dappertutto…


Raccontami la prima uscita Méséglise “live”. Sembravi preoccupato, com’è andata alla fine?

Ero Molto Preoccupato. Prima volta che suonavo dal vivo delle mie canzoni con un gruppo che non fosse i Sithonia da almeno 30 anni, l’incognita su come potevano essere accolte. Sono sempre pieno di dubbi e titubanze su quello che faccio. Temo di essere ridicolo, di non essere all’altezza. Alla fine però, grazie soprattutto a tutti noi e al clima meraviglioso che abbiamo instaurato all’interno della band, ho colto che siamo riusciti a trasmettere qualcosa alla gente che era venuta a sentirci ed è la più bella soddisfazione che puoi avere quando suoni dal vivo, anche se ci fosse stata una sola persona

Che scaletta avete suonato? Tutto l’album? Qualche altra sorpresa?

 Tranne un paio di pezzi abbiamo suonato tutto l’album e anche tre canzoni dei Sithonia, così come erano nate. Inoltre volevo evidenziare il fatto che con Davide Camerin abbiamo suonato insieme una sua canzone. Davide è un autore straordinario (della scuderia Lizard/La luna e i falò) che meriterebbe di essere conosciuto e apprezzato. Fare la serata con lui è stato un onore e vorrei anzi farti conoscere qualcosa della sua produzione. Ti stupirà !

Non vedo l’ora.  Avete in programma di continuare l’esperienza dal vivo

 Magari..anzi approfitto per fare un appello..chiamateci a suonare..veniamo ovunque (soprattutto se riusciamo a farci prestare ancora il furgoncino da un collega di Marco). Sì, ci piacerebbe molto provarci e riprovarci su un palco

Cosa provi quando le tue canzoni vengono cantate da qualcun altro? E’ un filtro fra te ed il pubblico

 Le mie canzoni non sono state cantate da molti. Sicuramente Marco è la persona che più mi interpreta e mi ha interpretato e anzi ultimamente sono anche diventato più bravo e mi spingo a spiegargli il significato dei testi uscendo spesso dal criptico nel quale lo lasciavo…il fatto è che a me piacerebbe che ognuno ritrovasse qualcosa di sé nei miei testi perché a quel punto quello diventa l’unico vero significato della canzone. Quello che pensavo mentre io scrivevo diventa ininfluente e mi piace sia così. C’era un mio amico da ragazzo che cantava i testi dei gruppi inglesi senza conoscere un gran che l’inglese (era perennemente rimandato..) però si creava un mondo intorno a quelle canzoni e per lui il significato diventava quello. E la cosa straordinaria era proprio che, pur prendendo strafalcioni su strafalcioni nelle presunte traduzioni che faceva, in realtà andava molto vicino al senso delle canzoni e magari anche oltre. Permettere ad altri di raggiungere questo tipo di sensibilità dalle cose che faccio rappresenta per me un sogno

Feedback sull’album?

 Per ora buono, almeno fino a quando non capiterà tra le grinfie dei progster più incalliti..Scherzo, io spero che, proprio perché non alimentiamo nessuna aspettativa di ascolto, possa risultare almeno gradito. Poi mi interessa molto la risposta da parte degli abituali ascoltatori della canzone d’autore e i primi riscontri sono stati buoni. Speriamo di continuare così…

Ultima domanda, da incallito fan dei Sithonia: c’è qualche possibilità di ascoltare ancora materiale nuovo dei “Sithonia”?

 Ehm, domanda di riserva ?  In questo momento sia io che Marco siamo molto assorbiti dai Méséglise, ci divertiamo proprio e stiamo vivendo bene questa esperienza. Con i Sithonia non si può dire mai, però gli anni anche per me cominciano un po’ a pesare e per dei dilettanti della musica quali noi continuiamo ad essere portare avanti troppe cose sta diventando un po’ difficile.

Grazie Fernando e un caro saluto a tutti i tuoi lettori.

Grazie anche a te, Paolo, ed in bocca al lupo per tutto.

New Records pt. 1

26 Novembre 2013 Commenti chiusi

I quattro dischi che ascolto più spesso in questi giorni, in due parti. In questa prima parte, due splendide prove d’Autore….

Samuele Bersani   –   “Nuvola Numero 9″   (2013)

Sapete che ho un debole per quei cantautori che registrano un nuovo album solo se hanno qualcosa da dire. Sam è uno di questi. Dal precedente “Manifesto Abusivo” sono passati 4 anni. In mezzo una compilation doppia per piazzare il singolo di Sanremo e accompagnare un tour trionfale di un paio d’anni. Poi finalmente, a settembre, il nuovo album sulla cui evoluzione il nostro ha tenuto aggiornati i suoi numerosi fan attraverso  Facebook. Da ogni post pubblicato durante i mesi di lavorazione traspariva il suo desiderio, quasi un’emergenza, di far ascoltare i nuovi brani.

Ed aveva perfettamente ragione. Il nuovo disco è al livello dei suoi migliori. Il solito mix di testi intelligenti e di musiche raffinate e mai scontate, di parole usate con estrema sensibilità, di percorsi emozionali non usuali nel panorama attuale della musica nostrana. Dall’iniziale “Complimenti”, giocata su un anticipo nel verso cantato, e che racconta una storia d’amore difficile con leggerezza (gustosi i soprannomi affibbiati alla lei ispirati ai titoli dei film dell’orrore – a chi non è successo?), alla canonica “En e Xanax” con la giusta melodia nel ritornello, da “Chiamami Napoleone” che ironizza sui nostri tempi, alla mia preferita “Desirée” con quelle chitarre acustiche a dominare ed un testo pieno di immagini vivide come fosse un film. E poi  “D.A.M.S.” sui suoi anni da universitario a Bologna, ed il trittico finale “Reazione Umana”“Spia Polacca” e “Il Re Muore” tutte con originali progressioni di accordi. I suoni complessivi sono quelli di un lussuoso pop non vuoto né di plastica.

Insomma, un disco che non delude le aspettative e che va ascoltato per bene, lasciando aperti mente e cuore.

Méséglise   –   “L’assenza”   (2013)

Paolo Nannetti è Musicista e Autore nel profondo del suo Animo. E’ un artigiano della musica che fa solo esclusivamente quello che vuole, senza compromessi e senza la necessità di arrivare a tutti i costi. L’importante per lui è che l’ascoltatore entri in sintonia, il più possibilmente perfetta, con le sue vibrazioni. Méséglise è un suo progetto solista rispetto al gruppo, i Sithonia, con il quale fino ad oggi ha percorso i sentieri magnifici, ardui ma magnifici, del Progressive Italiano (ed Internazionale, visto che il Prog, alla fine, è un unico movimento dove i fan, tra cui il sottoscritto, spaziano oggi senza soluzione di continuità tra gruppi svedesi, polacchi, inglesi e americani e, perché no, italiani, ricevendone spesso le stesse sensazioni).

Ma, attenzione, il progetto “Méséglise” non è assolutamente Prog. E’ un ottimo esempio di canzone d’Autore, vibrante e tempestosa, emozionante ed appassionata come difficilmente si riscontra. Per chi segue Paolo però sarà facile ritrovare alcune caratteristiche dei Sithonia, e per varie ragioni. Innanzitutto è il compositore della maggior parte del materiale del gruppo bolognese, nonché tastierista. Inoltre alcune parti strumentali si avvalgono di alcuni compagni d’avventura storici. Le parti vocali sono tutte per Marco Giovannini, cantante dei Sithonia dal secondo album della band.

Ma ciò che è diverso è il carico di sentimenti e passioni profusi a piene mani in ogni nota ed in ogni verso dell’album. E’ vita vissuta, è rimpianto, è voglia di volare, è desiderio di spazi liberi, è sogno, è tempo che passa, è una seconda possibilità, è il qui ed ora. “Il Fiore e la Finestra” con il suo anelito verso la luce, “Stelle di Lefkos” con le sue immagini di un Mediterraneo abbacinante ed il cui riflesso vedi se provi a chiudere gli occhi, “Sole in Città” con il suo messaggio positivo, oppure l’emozione che trapela palpabile nel cantato di “La Risposta”,  in “Un Ottimo Atleta” e in “Mare di Cartone”.

Musicalmente il disco è molto vario. La forma-canzone è decisamente canonica. Si va dal rock abbastanza tirato di “16 Marzo” in apertura, con un bell’assolo di violino e di chitarra, alle atmosfere più rarefatte della title-track, alla mini-suite della già citata “Stelle di Lefkos” con un finale che tradisce l’amore di Paolo Nannetti per la musica folk con influssi bretoni. Ma l’aria che si respira per la maggior parte del disco è comunque la melodia piacevole ed ariosa come in “F.T.M.”,  ”Un Ottimo Atleta” e “Trasparenze” e che esplode nei ritornelli come in “Sole in Città” o “La Risposta”. Gli arrangiamenti sono molto raffinati, con inserti strumentali (sia introduzioni dei brani sia veri e propri assoli) soprattutto di pianoforte e tastiere. Molto belli anche i suoni della chitarra e del violino. Forse unica pecca è il suono della batteria elettronica che leva qualcosa alla profondità dei brani.

Ma cosa volere di più?

News 8 – Maggio 2013

22 Maggio 2013 Commenti chiusi

Wolfgang’s Vault

Lo sapete, sono un fan sfegatato di questo sito (che raccoglie migliaia di incisioni dal vivo dei più grandi artisti internazionali e bla-bla-bla, sapete anche questo…). La mia dedizione non è stata minimamente scalfita da quando il sito è diventato a pagamento. E questo essenzialmente per due ragioni, e al di là del favoloso archivio sempre “on-line” e del quantitativo sempre costante di novità introdotte:

Primo: il costo non è affatto esorbitante, circa 30 euro l’anno, più o meno due euro e mezzo al mese.

Secondo: non so fino a quando durerà, ma attualmente il sito mette a disposizione degli iscritti due download a settimana assolutamente gratuiti, Tanto per dire gli ultimi: Elvis Costello, James Taylor, Jefferson Airplane, Santana, Doobie Brothers, Cheap Trick, Herbie Hancock, B.B. King. Sono tutti concerti di qualità audio più che buona (spesso presi direttamente dal mixer) e valgono perciò quanto un disco, perdipiù raro. Direi che i due euro e mezzo al mese sono già più che giustificati.

 Clash

Per noi che amiamo quel periodo tumultuoso del rock britannico, sconvolto da punk e new wave, è stata annunciata la pubblicazione per i primi di settembre di parecchio materiale sui Clash. In particolare un box “Magnum” contenente le versioni rimasterizzate dei primi cinque album (da “The Clash” a “Combat Rock” per intendersi, passando per “London Calling” e “Sandinista), insieme a tre cd di singoli, bonus, demo e versioni alternative, un’edizione speciale della loro storica fanzine “The Armagideon Times” ed un dvd con parecchio materiale video. Inoltre, in contemporanea, dovrebbe uscire un doppio cd contenente il loro concerto del 1982 all’Academy di Brixton.

Méséglise

Novità succosa in arrivo dalla “Lizard”, casa discografica coraggiosa e appassionata che pubblica, ad esempio, Sithonia e Lingalad. E’ nella fase degli ultimi ritocchi l’album “L’assenza” (titolo provvisorio) dei Méséglise, side-project di Paolo Nannetti e Marco Giovannini, due delle menti dietro ai Sithonia (tastierista ed autore della maggior parte del materiale del gruppo bolognese il primo, voce principale il secondo).  Per loro stessa ammissione, e a scanso di equivoci, non si tratta di un album Progressive ma di qualcosa di molto più cantautoriale. Nelle registrazioni suonano praticamente tutti i componenti dei Sithonia, ad eccezione del batterista.

 Franz Ferdinand

Quattro anni dopo il loro ultimo album, “Tonight”, tornano gli scozzesi Franz Ferdinand con un nuovo album, il quarto. Si chiamerà “Right Thoughts, Right Words, Right Action”. Non si conosce molto di più (anche perchè se sapessi qualcosa di più scriverei magari su qualche giornale….). L’unica cosa che si sa è che per chi dovesse preordinare la versione deluxe in doppio cd o in doppio lp (ebbene si, stampano ancora lp), verrà fornito anche un cd dal vivo del Gruppo.

Orange8

E a proposito di chi si accende ancora per il vecchio caro vinile, volevo segnalare questa coppia di giovani di belle speranze (Valentina Criscimanni e Sergio Ferrari) che risponde al nome di Orange8. Molto presenti sul web (li potete trovare sia su Facebook che su YouTube), rappresentano una bella e originale realtà della musica indie romana. Sono talmente indie appunto da essersi autoprodotti (e, soprattutto, autofinanziati) il loro primo EP rigorosamente in vinile. Anche se poi il disco è scaricabile in versione mp3 dal loro sito a questo indirizzo:

http://orange8.bandcamp.com/

Il brano trainante è “Turtle Bubble”, ed è veramente gradevole. Psichedelico e fantasioso quanto lo sono loro. Da seguire.

Ray Manzarek e don Gallo

Concludo queste brevi news con un ricordo di due persone straordinarie, ciascuna nel suo, scomparse nelle ultime ore. Il primo, tastierista e co-fondatore, insieme a Jim Morrison, dei Doors, ha estratto da una semplice tastiera un suono che ha segnato un’epoca. Il secondo è stato il prete degli ultimi, impegnato spasmodicamente nel sociale fino alle sue ultime ore e mal sopportato dalle gerarchie ecclesiastiche. Qualche anno fa prestò la sua voce ad un bellissimo brano di Cisco, “La Lunga Notte”, ed alla fine recitava:

“Però la pace e la luce sarà domani per la gente,

per tutti quelli che ancora oggi piangono nella notte

per quelli dal futuro negato

per il dolore e l’ingiustizia

para todos la luz, para todos todo”

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